domenica 21 giugno 2009

Lettera a Settesere del 5/6/2009

Ma cosa è questa crisi? Lui e lei lavorano da decenni in due aziende metalmeccaniche (ovviamente non la stessa, perché ..non si sa mai). Impiegati, buoni stipendi, casa col mutuo, lavoro, figli, si corre dalla mattina alla sera, si arriva a fine mese e, senza sprecare, ci scappano anche 10 giorni di ferie all’anno. A un certo punto l’azienda di lui decide di chiudere e porta tutto all’estero: tutti a casa con il preavviso pagato, sei mesi di ossigeno poi boh?C’è la crisi. La famiglia entra in amministrazione controllata: via tutte le spese inutili, via la signora che veniva una mattina alla settimana a stirare, assalto ai 4x2, giri ai mercatini dell’usato per i giochi dei bimbi, e magari anche a vendere qualcosa che non serve più, giù il riscaldamento di due gradi, più veloci con la doccia, spegni subito la luce della scala, sostituisci con qualche lampada a basso consumo, lavatrice stracarica e due lavate in meno alla settimana, telefono sotto chiave, ristorante sostituito con pizza da asporto. Dopo un po’ annuncio di cassa integrazione anche per lei: per forza, sono tre mesi che non arriva un ordine, officina silenziosa come una chiesa, strani movimenti in direzione, ufficio tecnico svuotato, centralino quasi muto. E la direzione della “azienda famiglia” si ritrova attorno a un tavolo alle 10 di mattina, figli a scuola, silenzio: si va al mercato, che sono anni che non ci si va. Pieno così. Bancarelle, prodotti, si comincia dalla verdura, ravanelli e carciofi in offerta, platò di fragole, e vanno via gli euro di metallo. Quando dal portafoglio escono 50 euro lui e lei si guardano: il film del futuro passa davanti ai loro occhi, e i 50 euro tornano nel portafoglio, ultimo scomparto. Ma al mercato è pieno di gente, vigili urbani,dipendenti comunali, baby pensionati, estetiste, badanti, nordafricane con passeggini, gente al bar che fa colazione parlando lingue ignote, biciclette, chiacchiere, cassintegrati…. Una signorina sudamericana su dei tacchi da 20 cm entra in una boutique, cercando slip: tutti si voltano. Da un SUV scendono tre ragazzotti stranieri vestiti all’ultima moda, sghignazzando, consegnano un pacchetto a un quarto che li aspetta, e ripartono sgommando. Dopo anni spesi in azienda, 40 ore alla settimana, viene un sospetto: non sarà mica che la crisi è solo per i “pataca”?

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